mercoledì 4 luglio 2007

"Well no one told me about her..."[

"L’ultima volta che l’ho visto stava ancora con Mel". Ah, già Mel. L’avevo quasi scordata, Mel. Dolce Mel. La famosa Mel. La Mel che lui cerca col pensiero ogni volta che sbaglia, la Mel di cui io non so nulla, la Mel “la mia ex che rimarrà tale”, la Mel che non ho mai visto neppure in foto, Mel che vive a Bologna, la Mel che avrei potuto incontrare fuori dalla sala prove quel giorno. Mel, Mel, Mel. La pioggia che ticchetta sul vetro odora di Mel, la stanza pian piano sento che si riempie di lei e si svuota di me. Chissà chi è. Immagino una fisionomia ed una voce. Un profumo forse… Magari se la incontrassi la riconoscerei. Si, potrei. Troverei nel suo sguardo un po’ di Stefano, se effettivamente ce n’è ancora… Le donne hanno questo strano modo di sentire. Istintivo, primordiale, quasi animale. No, così sembra qualcosa di brutto. Solo che so che riuscirei a riconoscerla Mel se la incontrassi così, per caso, per strada. Saprei tutto quel che vorrei sapere guardando dietro ai suoi occhi… Azzurri? Scuri? Verdi? Assurdo… Non riesco ad immaginarla. E’ come se cercassi di plasmare dal nulla, da me, da lui l’essenza di Mel. Partendo da quanto potrebbe potenzialmente esserci nei miei occhi di suo. Mi guardo allo specchio. Lui mi sorride dallo specchio e mi guarda negli occhi. E Mel è lì, in quel giallo che quasi mi spaventa, giallo di gatto, giallo di tanti troppi tramonti che non vedrò mai, giallo di foglie che scricchiolano sotto i piedi nell’autunno di una città che non conosco, giallo papera, giallo di Riccardo daltonico, giallo scarpone, giallo giallo. Si, Mel è giallo.

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